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REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 4 DICEMBRE 2016

Norme transitorie per consentire il voto degli elettori fuori residenza a causa dei recenti eventi sismici

* Circolare Prefettura del 23 novembre 2016 Prot.20160055118/S.E.

     - Elenco Comuni colpiti dai recenti eventi sismici

     - Modello di domanda per richiesta diritto di voto (temporaneamente alloggiati in questo comune)

  

TRASFERIMENTO SEZIONI nn. 56 e 57 (SS. SALVATORE)

 R_Cambio_Ubicazione_Sezioni

 

MANIFESTO INDIZIONE COMIZI

 R_Manifesto_Indizione_Comizi

 Individuazione dei luoghi e delimitazione degli spazi per la propaganda diretta (Delib. 262/2016)

 Ripartizione ed assegnazione degli spazi destinati ai partiti o gruppi politici presenti in Parlamento e ai promotori del referendum (Delib. 263/2016)
 


 

REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 4 DICEMBRE 2016

Con decreto del Presidente della Repubblica 27 settembre 2016 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 227 del 28 settembre 2016) è stato convocato  per il giorno di DOMENICA 4 DICEMBRE 2016, un referendum popolare ai sensi dell’ articolo 138 secondo comma  della Costituzione per l’approvazione del testo della legge costituzionale concernente “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” approvato dal Parlamento in seconda votazione a maggioranza assoluta ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016.

ORARIO DELLA VOTAZIONE

Le operazioni di votazione si svolgeranno nella sola giornata di domenica 4 dicembre, dalle ore 7,00 alle ore 23,00.

Le operazioni di scrutinio avranno inizio subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento dei votanti.

OPZIONE DEGLI ELETTORI RESIDENTI ALL’ESTERO PER ESERCITARE IL DIRITTO DI VOTO IN ITALIA

Gli elettori residenti all’estero votano per corrispondenza nella circoscrizione Estero, ma è fatta salva la loro facoltà di venire a votare in Italia, previa apposita e tempestiva opzione, valida per un’unica consultazione.

Il diritto di opzione per il voto in Italia degli elettori residenti all’Estero, ai sensi degli artt. 1, comma 3 e 4 della legge n. 459/2001 nonché dell’art. 4 del D.P.R. n. 104/03, deve essere esercitato entro il decimo giorno successivo all’indizione del referendum e cioè entro il prossimo 8 ottobre 2016.

L’opzione dovrà pervenire all’Ufficio consolare operante nella circoscrizione di residenza dell’elettore (mediante consegna a mano, o per invio postale o telematico, unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento d’identità del sottoscrittore) entro il termine suddetto e può essere revocata con le medesime modalità ed entro gli stessi termini previsti per il suo esercizio.

Qualora l’opzione venga inviata per posta, l’elettore ha l’onere di accertarne la ricezione, da parte dell’Ufficio consolare, entro il termine prescritto.

Eventuali opzioni effettuate in occasione di precedenti consultazioni politiche o referendarie non hanno più effetto.

VOTO DEGLI ELETTORI TEMPORANEAMENTE ALL’ESTERO PER MOTIVI DI LAVORO, STUDIO O CURE MEDICHE E DEI FAMILIARI CONVIVENTI

Gli elettori che per motivi di studio e di lavoro o di cure mediche e i loro familiari conviventi si trovino temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi,  nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione referendaria, potranno esercitare il diritto di voto per corrispondenza nella circoscrizione estero, previa espressa opzione valida solo per questa consultazione (art. 4-bis della legge n. 459/2001 come integrata dalla legge 6 maggio 2015 n. 52).

Gli elettori interessati iscritti nelle liste elettorali del Comune di Chieti, che si trovino o si troveranno nelle condizioni sopraindicate, per esprimere la loro opzione devono:

Compilare in ogni sua parte l’apposito modulo allegato in cui devono essere contenute:

indicazione dell’indirizzo postale estero a cui inviare il plico elettorale;

la dichiarazione di possedere i requisiti di cui al comma 1 dell’art. 4-bis della legge n. 459/2001;

allegare al modulo la fotocopia di un valido documento di riconoscimento.

Gli elettori potranno far pervenire l’apposito modulo, compilato in ogni sua parte e in carta libera tramite:

  • posta ordinaria al seguente indirizzo: Comune di Chieti – Corso Marrucino, 81 – 66100 Chieti ;
  • fax al n. 0871 341220;
  • posta elettronica all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
  • posta elettronica certificata (pec): Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

La richiesta di opzione per il voto per corrispondenza deve essere fatta pervenire al Comune d’iscrizione nelle liste elettorali entro i dieci giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali (con possibilità di revoca entro lo stesso termine). Peraltro come già rappresentato con la circolare prefettizia n. 9/2016 in occasione del referendum abrogativo dello scorso 17 aprile, in considerazione dell’esigenza di garantire l’esercizio del diritto di voto costituzionalmente tutelato, i Comuni considereranno valide le opzioni che perverranno entro il trentaduesimo giorno antecedente la votazione (2 novembre 2016). 

 

AVVERTENZE IMPORTANTI

E’ richiesta la presenza dell’elettore all’estero per un periodo minimo di almeno tre mesi nel quale ricada la data di svolgimento della consultazione. La domanda si intende validamente prodotta nel caso in cui lo stesso dichiari tale circostanza anche se non si trova già all’estero al momento in cui effettua la domanda, purché il periodo previsto e dichiarato di temporanea residenza comprenda la data stabilita per la votazione. Non è possibile il voto per corrispondenza per coloro che si trovino negli Stati con cui l’Italia non intrattiene relazioni diplomatiche o nei quali la situazione politica o sociale non garantisca la segretezza della corrispondenza e nessun pregiudizio per chi vota (legge 27/12/2001 n. 459, art. 20, comma 1-bis, come modificata dalla legge 06/05/2015 n, 52). L’elenco degli Stati in cui non si può votare per corrispondenza ai sensi del suddetto art. 20 comma 1-bis, verrà pubblicato non appena sarà trasmesso dal Ministero dell’Interno.

Tale limitazione è esclusa per gli elettori rientranti nelle categorie di cui alla legge 459/2001 art. 4-bis, comma 5 (Forze Armate e Forze di Polizia temporaneamente all’estero per missioni internazionali) e comma 6 (dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero e le persone con essi conviventi). Per essi si rinvia all’intesa del 04/12/2015 tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Interno ed il Ministero della Difesa che  disciplina la relativa procedura.

ONORARI DEI  COMPONENTI DI SEGGIO

Con Circolare  n. 10 del 4 ottobre u.s. del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno, sono stati comunicati gli onorari spettanti ai componenti di seggio in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016:

SEGGI ORDINARI Presidenti         €. 130,00

Scrutatori e segretari                   €. 104,00

SEGGI SPECIALI

Presidenti          €.  79,00

Scrutatori          €.  53,00

SEGGI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

Presidenti                      €. 130,00

Scrutatori e segretari      €. 104,00

 

Elettori non deambulanti, voto assistito e voto domiciliare

Norme sul voto a domicilio

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’8 maggio, la Legge 7 maggio 2009, n. 46 che dispone un’estensione del diritto di voto a domicilio agli elettori impossibilitati a spostarsi autonomamente dalla propria dimora.

Come si ricorderà Legge 27 gennaio 2006, n. 22, assicurava già l’esercizio di voto a domicilio. ma limitatamente ed esclusivamente agli elettori in dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali e dietro specifica presentazione di documentazione sanitaria.

Fino ad oggi rimanevano escluse da questa opportunità le persone, pur con gravi infermità che non facciano uso, in modo continuativo e vitale, di apparecchi elettromedicali.

Rimanevano escluse anche se non erano in grado, comunque, di recarsi al seggio elettorale né in modo autonomo, né con l'aiuto dei supporti messi a disposizione dai Comuni (ai sensi dell’articolo 29, Legge 5 febbraio 1992, n. 104) e cioè servizi di accompagnamento e trasporto.

Modificando la Legge 22/2006, la nuova norma sana questa sperequazione, garantendo il diritto di voto anche alle persone affette da infermità che le rendano intrasportabili.

La norma, per espressa indicazione dell’articolo 3, è entrata in vigore il giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (quindi, l'8 maggio 2009). Non ci sono, quindi, i tempi tecnici per per garantire, se non in via sperimentale, questo diritto già in occasione delle prossime consultazioni elettorali del 6/7 giugno 2009.

Chi ne ha diritto

Possono, quindi, ora votare al proprio domicilio:

  1. gli elettori affetti da gravissime infermità, tali che l'allontanamento dall'abitazione in cui dimorano risulti impossibile, anche con l'ausilio dei servizi di cui all'articolo 29 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, cioè siano “intrasportabili”; il Legislatore sembra, quindi sottolineare, che il voto a domicilio non possa essere richiesto solo perchè non c’è alcun servizio di accompagnamento al seggio;
  2. gli elettori affetti da gravi infermità che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano; in questo caso la sottolineatura è sulla dipendenza continuativa e quindi sul rischio per l’incolumità personale del Cittadino.

Da sottolineare che, in nessun passaggio, il Legislatore richiede il possesso di certificati di handicap (art. 3, Legge 104/1992) o di invalidità. Ci si riferisce strettamente a infermità gravi e, quindi, a situazioni sanitarie anche non definitive.

La procedura

Il primo passaggio che l’elettore deve fare, nell’imminenza di qualsiasi consultazione elettorale, è la richiesta della certificazione sanitaria che attesti la grave infermità (dipendenza da elettromedicali o “intrasportabilità”).

La certificazione la rilascia esclusivamente l’Azienda Usl solo attraverso propri medici incaricati.

La certificazione deve essere rilasciata in data non anteriore ai 45 giorni dalla data delle consultazioni elettorali. La domanda per la visita, ovviamente, può essere presentata anche prima dei 45 giorni. 

La certificazione, per i soli “intrasportabili”, deve avere una prognosi non inferiore ai 60 giorni.

Come si può immaginare, le visite, in questi casi, non possono che essere domiciliari e questo comporterà un impegno ed un’organizzazione adeguata a carico delle Aziende Usl. Per questo motivo è difficilmente ipotizzabile che, anche sperimentalmente, questa opportunità sia garantita entro le prossime consultazioni elettorali di giugno.

Il secondo passaggio è di presentare la richiesta di votazione presso la propria dimora, al sindaco del comune nelle cui liste elettorali si è iscritti.

Alla richiesta va allegata una dichiarazione in carta libera, attestante la volontà di esprimere il voto presso l'abitazione in cui dimorano e recante l'indicazione dell'indirizzo completo di questa; oltre alla certificazione rilasciata dal medico incaricato dell’Azienda Usl.

La domanda al sindaco va presentata in un periodo compreso tra il quarantesimo e il ventesimo giorno antecedente la data della votazione.

La norma non entra nel merito delle probabili situazioni in cui la persona disabile grave non sia in grado di firmare e quindi di quale sia la procedura di raccolta della sua volontà.

Di norma, in questi casi la volontà è raccolta da un pubblico ufficiale (DPR 445/2000, art. 4) che annota le cause dell’impedimento fisico alla firma; la nuova norma non lo rammenta, ma soprattutto non obbliga i Comuni a svolgere anche queste pratiche a domicilio.

Il sindaco

A questo punto iniziano le competenze del sindaco che una volta ricevuta e verificata la completezza della documentazione deve includere i nomi degli elettori ammessi al voto a domicilio in appositi elenchi distinti per sezioni e consegnarli in occasione delle elezioni al presidente di ciascuna sezione, il quale, all’atto della costituzione del seggio, provvede a prenderne nota sulla lista elettorale della sezione.

Il sindaco nel frattempo rilascia ai richiedenti un’attestazione dell’avvenuta inclusione negli elenchi e pianifica il supporto tecnico e operativo a disposizione degli uffici elettorali di sezione per la raccolta del voto domiciliare.

Nel caso in cui gli elettori si trovino presso una dimora ubicata in un comune diverso da quello d’iscrizione nelle liste elettorali, il sindaco del comune d’iscrizione, oltre agli adempimenti già visti, comunica i relativi nominativi ai sindaci dei comuni dove dimorano i disabili e dove quindi avverrà la raccolta del voto a domicilio. Questi ultimi provvedono a predisporre gli elenchi e a consegnarli ai presidenti degli uffici elettorali di sezione nelle cui circoscrizioni sono ubicate le dimore degli elettori.

Il voto

Il voto viene raccolto, durante le ore in cui è aperta la votazione, dal presidente dell’ufficio elettorale di sezione nella cui circoscrizione dimora il disabile. Sono presenti uno degli scrutatori del seggio, designato con sorteggio, e il segretario. Possono partecipare anche i rappresentanti di lista che ne facciano richiesta. Il presidente deve assicurare la libertà e la segretezza del voto.

Quali votazioni

In forza della Legge 22/2006, pur modificata dalla nuova norma, l’opportunità del voto a domicilio è ammessa in occasione delle elezioni della Camera, del Senato, dei membri del Parlamento europeo e delle consultazioni referendarie disciplinate da normativa statale. Per le elezioni dei presidenti delle province e dei consigli provinciali, dei sindaci e dei consigli comunali, le norme sul voto a domicilio si applicano soltanto nel caso in cui l’avente diritto al voto domiciliare dimori nell’ambito del territorio, rispettivamente, del comune o della provincia per cui è elettore.

Modelli

 domanda_VOTO_DOMICILIARE

  Mod_Opzione_VOTO_temporaneamente_estero