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Chiesa di Sant'Agostino

Sant’Agostino annessa ad un vasto convento è di fondazione trecentesca, ma dell’antica fondazione distrutta quasi completamente da un incendio nel 1562 non rimangono altro che le mura perimetrali.

Lo spazio interno, coperto da volta a botte lunettata, è costituito da una navata in cui si aprono quattro cappelle laterali non molto profonde riccamente decorate in stucco da maestranze lombarde. Dai documenti notarili conservati nell’archivio di Stato di Chieti si rintracciano i nomi di Vittore Fontana fino al 1731, Domenico Poma nel 1735-1736 e Michele Clerici dal 1746 al 1751, quest’ultimo fu architetto e stuccatore lombardo molto attivo nella provincia di Chieti, a lui dobbiamo anche la bella chiesa Maggiore di Villamagna, sede estiva degli arcivescovi teatini, e la Santissima Annunziata di Chieti, meglio nota come Le Crocelle, cappella dell’antico ospedale cittadino.

Il Clerici apporta notevoli modifiche al progetto originario tra cui la più importante una copertura a vela anziché a cupola. La pala dell’altare maggiore è attribuibile ai Teodoro padre e figlio (prima metà del ‘700) e quella della Cappella della Madonna della Cintura (seconda da sinistra partendo dall’ingresso), che raffigura la Madonna col Bambino e Santa Monica Orante, è di Ludovico Teodoro. L’intera decorazione interna conferma l’eccezionale perizia plastica degli stuccatori lombardi. Di notevole resa pittorica, infatti, appaiono tanto i pannelli illustranti i principali santi agostiniani, quanto il preziosissimo velario che copre tutta la volta con un fitto e minuto ricamo di stucchi bianchi su fondo color dell’aria.

Il pulpito ligneo è opera di intagliatori locali del XVIII sec.