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Chiesa di Santa Chiara

La chiesa di Santa Chiara è sicuramente l’edificio barocco più rappresentativo della città. L’ordine monastico delle clarisse aveva il suo convento dove oggi si trova la Chiesa di San Giovanni Battista dei Cappuccini, e lo dovette cedere all’ordine dei frati Cappuccini per decisione del Parlamento Teatino nel 1581.

La chiesa di san Giovanni Battista dei Cappuccini è sicuramente una delle più interessanti della città perché nella semplicità degli interni privi di decori, conserva dei meravigliosi altari lignei del XVIII secolo eseguiti con grande perizia dai frati Marangoni. Tipologicamente Santa Chiara ricalca esempi di altre chiese conventuali abruzzesi del ‘600-‘700: impianto ad aula con tre cappelle per lato. La consacrazione della chiesa avvenne nel 1720. La decorazione tipicamente barocca è visibile soprattutto nei ricchi stucchi, nella finta cupola e nel presbiterio stuccato dai fratelli Piazza ed eseguito nel 1765. Gli artefici delle opere in stucco sono di scuola lombarda quali Marco Marchi, Carlo Piazzola, Alessandro Terzani e G. B. Giani.

L’affresco centrale è di Raffaele del Ponte, pittore chietino della prima metà dell’ottocento, e raffigura l’Assunzione della Vergine. La pala dell’altare maggiore è di G. B. Spinelli e raffigura la Pentecoste così come la pala della terza cappella di destra, partendo dall’ingresso, che rappresenta la Madonna con Bambino, San Francesco e San Giuseppe. Ai lati dell’altare vi sono le imponenti statue di Isaia ed Ezechiele.

Il pregevole pulpito è datato 1724 e vi campeggia lo stemma dei Valignani.