Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.

Palazzo Martinetti Bianchi (Museo Barbella)

Nato come convento dei Gesuiti nel 1640, il palazzo dopo la soppressione degli ordini religiosi del 1767, fu acquistato nel 1786 da Pietro Franchi che lo trasformò in propria abitazione, quartieri d’affitto e botteghe. Alla famiglia Franchi si deve anche la decorazione della volta del salone del piano nobile raffigurante l’Apoteosi di Psiche. L’opera del pittore napoletano Giacinto Diano risale al 1796 e si distingue per la pennellata corposa e l’uso sapiente dei volumi, per lo splendore dei colori e l’abilità compositiva. I Franchi vendettero la proprietà ai Marchesi Martinetti Bianchi nella prima metà dell’ottocento.

Oggi il piano nobile del palazzo è adibito a sede del Museo d’Arte Costantino Barbella dove si possono ammirare alcune delle opere della produzione dell’ottocento abruzzese rappresentata qui da Francesco Paolo Michetti, Filippo Palizzi, Basilio Cascella e Barbella stesso; nonché una preziosa collezione di maioliche settecentesche di alcuni dei più importanti produttori delle ceramiche di Castelli. Il Museo ospita, inoltre, opere che spaziano dal quattrocento al settecento e gli affreschi trecenteschi recuperati dalla originaria Chiesa di San Domenico oggi andata distrutta.

Da visitare anche la collezione di arte contemporanea donata da Alfredo e Teresita Paglione con opere di artisti quali Aligi Sassu, Giorgio De Chirico e Renato Guttuso.