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Villa Frigeri

La villa, realizzata in puro stile neoclassico lombardo intorno al 1823 dall’arch. Enrico Riccio, fu commissionata da Ferrante Frigerj.

Sorgeva, come magione fuori porta, su un terreno agricolo di possedimento delle famiglia Frigerj, giunta in Abruzzo con il capitano di ventura Giovanni Francesco al soldo di Carlo V.

L’edificio conserva, nonostante il lungo periodo richiesto per la costruzione, i caratteri neoclassici con cui fu concepito, esaltati dal tempietto che funge da coronamento ideale di tutta la struttura architettonica.

Le intenzioni di Ferrante erano quelle di creare uno splendido ambiente dove collocare arredi ed oggetti d’arte raccolti nei suoi lunghi viaggi. All’interno si sono conservate le nicchie create per custodire le statue e gli ambienti risultano scanditi da colonne doriche che incorniciano anche l’imponente scalone a forbice che dà l’acceso al piano nobile.

Quando egli morì nel 1861 l’opera non era stata ancora terminata. Il Comune di Chieti acquistò dagli eredi tutta la proprietà, sacrificando purtroppo gli arredi venduti per sopperire alle spese. La possibilità di sfruttare i terreni intorno per esercitazioni pratiche suggerì l’utilizzo dell’edificio come Istituto Agrario, cui succedette fino al 1949 l’Istituto Tecnico per Geometri. Dal 1959 ospita il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo. L’esterno della villa fu restaurato negli anni Ottanta del secolo scorso.

Da notare le quattro facciate in bugnato rustico con finestre decorate in pietra.