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Manifestazioni

- MOSTRA DI ARTE SACRA

 

 Presepe Trabocco       Comunicato

 

 

- LE SUGGESTIONI DELLA STORIA, I COLORI DELLA MODERNITA'

CALENDARIO FESTIVITA' NATALIZIE : 8 DICEMBRE 2012 - 6 GENNAIO 2013

 

NATALE A CHIETI

 

- MOSTRE DI PRESEPI ARTISTICI realizzati dal Maestro Giuseppe Di Iorio

Il maestro Giuseppe Di Iorio, con il patrocinio della Provincia e del Comune di Chieti

presenta i suoi presepi artistici in una serie di appuntamenti di rilievo nazionale ed internazionale.

 

    Presepe Trabocco       Calendario Eventi

 

Venticinque anni di Presepi nel cuore di Chieti

 Maestro Di Iorio

Chiesa Cattedrale di San Giustino

La Chiesa Cattedrale di San Giustino, intitolata anche all’apostolo Tommaso e alla Vergine Assunta, sorge su un‘antica fabbrica di una Chiesa precedente al 1069.

Nel 1335 Bartolomeo di Giacomo innalza i primi tre piani della torre campanaria che fu completata nel 1498 da Antonio da Lodi che costruisce la cella campanaria della torre ed il suo coronamento in forma di tempietto ottagonale. Tra la fine del ‘500 e i primi del ‘600 l'arcivescovo Matteo Saminiato restaura la Chiesa e fa eseguire nel 1599 il Fonte Battesimale in porfido di Verona. Nel 1703 un devastante terremoto fa crollare la cuspide del campanile. Tra il 1764 e il 1770 l'Arcivescovo Francesco Brancia trasforma completamente la Chiesa dandole il suo aspetto attuale. La decorazione della volta venne fatta a metà del XIX sec. ad opera dell'artista locale Del Zoppo.

Nel XX sec l'architetto Guido Cirilli eseguì una "progettazione in stile" dell'intero complesso religioso. La prima fase dell'intervento, negli anni '10 del secolo scorso, riguardò per lo più l'isolamento della torre campanaria e il suo consolidamento. Successivamente creò un rivestimento dell'edificio imprigionandolo in un contenitore murario che non lasciò in vista nessuna delle parti della costruzione precedente. Unì il corpo della cattedrale con il campanile progettando un portale a ghimberga al disopra del quale si alza il fronte della facciata. Integrò il campanile con la ricostruzione della cuspide. Tra il 1970 e il 1976 vengono eseguiti lavori di restauro e consolidamento dell’intero bene riportando alla luce la struttura altomedievale della cripta distruggendo la decorazione barocca, per l’intervento dell’allora Soprintendente Mario Moretti.

Nel Presbiterio e nel Segretariato si trovano tele di pregevole fattura di Saverio Persico, brillante seguace del pittore settecentesco napoletano Francesco Solimena, la pala maggiore del Presbiterio raffigura l'incredulità di San Tommaso, mentre i teleri del Segretariato "la lavanda dei piedi" e "l'ultima cena". Una tela del Persico è presente anche nella Cappella dell'Immacolata fatta erigere dall'Arcivescovo Nicola Sanchez de Luna (l’altare a sinistra del transetto). Interessante è la presenza di un altro allievo del Solimena: Ludovico de Majo di cui troviamo una tela nella Cappella dedicata a San Gaetano (l’altare a destra del transetto). Da notare è il pregevole coro ligneo eseguito nel 1769 da Ferdinado Mosca, il più grande intagliatore abruzzese .

La Cripta della Cattedrale di San Giustino presenta una pianta irregolare che si articola in sei piccole navate di due campate ciascuna. Ad oggi risulta essere interamente realizzata in laterizio con elementi lapidei solo nei capitelli delle colonne e nei pilieri a fascio. Nella cripta sono conservati lacerti di affreschi riferibili al sec. XIV e XV ed un’arca marmorea in cui sono custodite le reliquie di San Giustino, patrono di Chieti e primo Vescovo della città, fatto scolpire nel 1432 dal vescovo Marino del Tocco.

L’immagine odierna della Cripta è il risultato dei lavori di restauro eseguiti tra il 1970 e il 1976, con cui se ne è riportata alla luce la struttura altomedievale distruggendo la decorazione barocca, per l’intervento dell’allora Soprintendente Mario Moretti. Moretti fece distaccare tutta la decorazione in stucco barocca per ritrovare l’antico assetto medievale della costruzione.

Adiacente alla Cripta vi è la Cappella dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, notevole esempio di barocco con grandiosi stucchi dorati forgiati con perizia dallo stuccatore lombardo Giovan Battista Giani, maestro di mano pregiatissima e di grande importanza per questo tipo di decorazione nella nostra regione. Tutta la decorazione della cappella risulta essere altamente simbolica e sottolinea quelli che sono i dettami dell’opera dell’ Arciconfraternita. La preziosa pala d’altare è opera di Paolo De Mattheis, artista di scuola napoletana del Solimena e raffigura una Sancta Maria succurre miseris, resa con ampie panneggiature e con preziosi colori pastello, da notare il Bambino benedicente posto in piedi su un cuscino sulle gambe della Vergine, che rivolge lo sguardo, e quindi la sua benedizione, allo spettatore; mentre la Madonna si rivolge alle anime sottostanti.

La Cappella ancora oggi è di proprietà della Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti di Chieti, importante ed antichissima Congregazione che cura e custodisce i riti della Processione del Venerdì Santo.

Santa Maria del Tricalle

L’edificio nacque alla fine secolo XV come Chiesa a pianta ottagonale coperta da una calotta emisferica ornata alla base da archetti pensili in materiale fittile.

Localmente si ritiene che il sacro edificio abbia preso il posto di un tempio pagano dedicato a Diana Trivia, sito all’incrocio di tribus callis, da qui il nome Tricalle.

 

Piazza Vittorio Emanuele II

La spaziosa piazza presenta, oltre alla Cattedrale di San Giustino, come sue quinte alcuni degli edifici più importanti e rappresentativi della città come il Palazzo Comunale, già Palazzo Valignani, in stile neoclassico che mostra un cortile a loggia ornato di nicchie; su di una colonna romana è sita la statua bronzea di Achille a cavallo simbolo della città di Chieti. Il palazzo adiacente a quello comunale fu nel Seicento dimora dell’artista Giovan Battista Spinelli, chiamato oggi palazzo Sirolli se ne può ammirare il portale a bugne lisce. Altri notevoli edifici sono quelli posti frontalmente alla Cattdrale: palazzo Mezzanotte, costruito alla fine dell’ottocento da Biase Mezzanotte, dalla imponente mole che ricalca uno stile architettonico rinascimentale, e palazzo Obletter nato dall’accorpamento di più edifici che vanno dalla fine del settecento agli inizi del novecento e che nel complesso mostra uno stile architettonico classico anche se con alcuni particolari decorativi barocchi. Nella piazza si trovano anche il Palazzo di Giustizia, in stile neogotico, e due statue bronzee opere dell’artista teatino contemporaneo Luciano Primavera, raffiguranti una San Giustino e altra Padre Alessandro Valignani.

Chiesa di San Francesco d'Assisi

La Chiesa di San Francesco fu edificata nel 1239, al posto di una più antica dedicata a San Lorenzo Martire. Nella prima metà del XIV sec. fu realizzata la facciata in mattoni, di cui restano il rosone e tratti del coronamento orizzontale. La Chiesa è a croce latina con navata unica e cinque profonde cappelle per lato. A partire dal 1689 fu completamente ristrutturata ed assunse l’aspetto attuale. La cupola, che presenta una calotta perfettamente emisferica di vaste dimensioni, è interamente affrescata con figure architettoniche in trompe l’oeil; la luce che scende dal lanternino sottolinea il monumentale altare marmoreo collocato al centro del transetto. Le dieci cappelle sono tutte finemente decorate con stucchi di pregiata fattura per lo più di maestranze lombarde. Le decorazioni pittoriche sono di Donato Teodoro nella Cappella dell’Immacolata Concezione (terza da sinistra partendo dall’ingresso), Ercole Graziani per le tre tele della Cappella di Santa Caterina Vigri da Bologna (seconda da sinistra), G.B. Spinelli per la preziosa tela, del 1650, conservata nella cappella della Nazione Veneziana (quinta da sinistra). La cappella di San Giuseppe, quarta sulla destra, è appartenuta alla famiglia dello storico della città di Chieti Girolamo Nicolino e conserva buone tele di scuola napoletana. Di assoluta qualità artistica si rivelano i pannelli in stucco che ornano i bracci del transetto.

Il pulpito è opera dell’intagliatore orsognese Modesto Salvini del 1780.

Nel 1890 la Chiesa venne parzialmente restaurata a spese di Teresa de Horatiis; verso la fine del secolo, in seguito alle sistemazioni del Corso Marrucino che portarono al ribassamento del piano stradale, fu modificata la facciata e venne costruita la scalinata a doppia rampa su disegno di Torquato Scaraviglia. Nelle nicchie della facciata sono collocate due statue dei Santi Tommaso d’Aquino e Antonino da Firenze provenienti dalla demolita Chiesa di San Domenico.

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