Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.

Rifiuti elettrici ed elettronici

Elettrodomestici bianchi e non nel circuito Raee.

La sigla Raee è ormai entrata nell’uso comune: è il termine che individua i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Si tratta di tutte quelle apparecchiature che, terminato il loro ciclo di vita, non ci servono più e vanno dalla lampadina al frigorifero, dal condizionatore alla Tv, dalla lavatrice al frullatore, dal computer alla stampante.
Disperderli, incontrollatamente, significa sia diffondere nell’ambiente sostanze pericolose per la salute e l’ecosistema (piombo, cadmio, mercurio, cromo esavalente, policlorobifenili, idroclorofluorocarburi), sia perdere materiali preziosi che possono essere reintrodotti nei cicli produttivi evitando lo spreco di risorse (rame, argento, oro, plastiche, vetro, alluminio).
Il loro smaltimento insieme al rifiuto urbano va, dunque, evitato e la porola d’ordine è: “recupero”.
A tal fine, entro il 31 dicembre 2008 dovrà essere raggiunto un tasso di raccolta separata dei Raee pari ad almeno 4 chili in media per abitante all’anno, un obiettivo elevato che nasce dagli obblighi comunitari, tradotti in Italia con il Dlgs 151/2005. Sul piano pratico questo significa la necessità che i cittadini non gettino mai i propri Raee nel cassonetto multimateriale (se piccoli, come ad esempio un phon o un ferro da stiro) né abbandonarli lungo le strade o vicino ai cassonetti (quando sono grandi, come ad esempio una lavatrice o una lavastoviglie).
Il cittadino deve conferire i Raee generati dal proprio consumo in due modi distinti:
a) se non compra un elettrodomestico nuovo di pari utilizzo, deve conferire presso i centri di raccolta allestiti dai Comuni (eco-piazzole);
b) se compra un elettrodomestico nuovo di pari utilizzo, deve consegnare il vecchio al negoziante (distributore) dove si reca per comprarlo. Tale negoziante dovrà avere un apposito stoccaggio autorizzato presso il quale mettere i Raee che gli sono stati consegnati, per poi darli a chi li porterà presso i centri di trattamento.
Il collegamento tra il negoziante e il centro di trattamento è assicurato dai Consorzi di produttori delle apparecchiature nuove che si sono organizzati a riguardo.
Questa seconda opzione è vera, per il momento, solo in linea teorica.
Quello dei Raee è un sistema al massimo livello di complessità, dove figurano numerosi attori, ognuno con specifici compiti. Produttori di elettrodomestici: devono finanziare, organizzare e gestire un sistema integrato per il trattamento dei Raee, aderendo a specifici Consorzi che ritirano i Raee dai centri di raccolta comunali e dagli stoccaggi dei negozianti per portarli verso i centri di trattamento e recupero.

Attualmente non ritirano perché le regole non sono ancora totalmente definite.

Comuni: devono organizzare e mettere a disposizione dei cittadini e dei negozianti i centri di raccolta (eco-piazzole).
Non possono più pagare i centri di trattamento perché dal 1° gennaio 2008 l’obbligo compete ai produttori.

Distributori (negozianti): devono ritirare gratuitamente i Raee consegnati dai cittadini all’atto dell’acquisto di uno nuovo e di pari impiego (l’obbligo, per ora, è sospeso in attesa di regolamento ministeriale che semplifichi gli obblighi di stoccaggio e trasporto del negoziante).

Cittadini: devono consegnare i Raee esclusivamente nelle eco-piazzole comunali oppure consegnarli ai negozianti quando acquistano un elettrodomestico nuovo con analoghe funzioni. In questo caso il ritiro sarà gratuito ma l’obbligo per il negoziante oggi non è ancora operante. Devono pagare un eco-contributo (oltre alla tariffa-tassa comunale), inoltre potrebbero sentirsi richiedere il pagamento di un prezzo per il trasporto da casa fino alla eco-piazzola, poiché tale costo non è coperto dall’eco-contributo.

>> Scarica il documento (.pdf)