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Chieti e il Giappone più vicini nel segno di Padre Alessandro Valignano

L’Assessore Antonio Viola a Minamishimabara in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale per la firma del Patto di Amicizia che consolida i legami già istaurati negli ultimi quattro anni tra le due Città

 

La Municipalità di Minamishimabara in Giappone e il Comune di Chieti hanno formalmente sottoscritto il Patto di Amicizia tra le due realtà nel corso di una cerimonia svoltasi nella giornata di ieri, martedì 8 novembre 2016, nella città di Minamishimabara in Giappone.

A siglare il documento per conto dell’Amministrazione Comunale di Chieti, è stato l’Assessore alla Cultura, Turismo, Manifestazioni, Sport e Politiche Giovanili, Antonio Viola, accompagnato per l’occasione dall’avvocato Valeria Valignani, discendente di Padre Alessandro Valignano, il gesuita teatino che 450 anni fa sbarcò nel porto di Minamishimabara - città che divenne fulcro della propagazione della fede cristiana in Giappone - gettando le basi per uno scambio culturale tra i due Paesi.

 

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il Governatore della Prefettura di Nagasaki, autorità scolastiche, dirigenti dei dipartimenti della Cultura e del Turismo, rappresentanti di associazioni di categoria nonché gli alunni giapponesi ospitati in questi anni a Chieti nell’ambito degli scambi culturali tra le due città.

Nel portare alle autorità presenti il saluto del Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio e rivolgendosi al Sindaco di Minamishimabara, Matsumoto Masahiro, l’Assessore Viola ha rimarcato il forte legame istauratosi, negli ultimi anni, tra le città di Chieti e la municipalità nipponica grazie anche al prezioso contributo svolto dal Centro Studi su Padre Alessandro Valignano della Fondazione Cassa di Risparmio di Chieti.

«Il Patto di Amicizia sottoscritto – ha aggiunto l’Assessore Viola - è uno strumento straordinario di azione interculturale tra popoli che vince i pregiudizi, accomuna in una prospettiva unitaria le diversità, crea autentici legami di amicizia fra persone di lingua e costumi diversi. Troppi uomini si lasciano rinchiudere nello stretto orizzonte che si scopre dal proprio campanile. Bisogna rompere questo guscio, svegliare le coscienze e avere una visione allargata del mondo, coinvolgendo in questo le scuole e i giovani. Ispirati da comuni ideali di pace e benessere, vogliamo cooperare e collaborare nei settori culturali, sportivi, economici, stabilendo rapporti duraturi, promuovendo reti di amicizia e favorendo un’autentica conoscenza della vita quotidiana, delle tradizioni e della cultura fra le due municipalità. Il Patto di Amicizia diventa, così, riflesso dei cambiamenti della società contemporanea e strumento di una dinamica nuova degli sviluppi delle relazioni internazionali. La cultura è la chiave per uno sviluppo umano inteso come arricchimento interiore e, allo stesso tempo, come fattore di crescita sociale ed economica. Su quel ponte da Oriente a Occidente tracciato da Padre Alessandro Valignano, dobbiamo continuare a camminare con sentimenti di pace, sincera amicizia e vera solidarietà.»