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Autocertificazioni

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Per semplificare la vita ai cittadini è VIETATO chiedere i certificati ai cittadini. Dal 1° gennaio 2012 le amministrazioni e i servizi pubblici non possono più chiedere i certificati ai cittadini in tutti i casi in cui si può fare l'AUTOCERTIFICAZIONE.

Certificati addio

dal 1° gennaio 2012 le amministrazioni e i servizi pubblici non possono più chiedere i certificati ai cittadini in tutti i casi in cui si può fare
L'AUTOCERTIFICAZIONE

Questa è una delle novità più importanti del D.P.R. del 28.12.2000 n°445 sulla documentazione amministrativa. Si completa così il cammino avviato nel 1997 dalle leggi Bassanini

 

Per semplificare la vita ai cittadini e non costringerli più a fare i fattorini tra un'amministrazione e l'altra per dimostrare di essere nati, residenti o addirittura di essere in vita.

Le Amministrazioni e i servizi pubblici non potranno più chiedere i certificati relativi a:

  1. data e luogo di nascita
  2. residenza
  3. cittadinanza
  4. godimento dei diritti civili e politici
  5. stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero
  6. stato di famiglia
  7. esistenza in vita
  8. nascita del figlio, decesso del coniuge, dell'ascendente o discendente
  9. iscrizione in albi, in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni
  10. appartenenza a ordini professionali
  11. titolo di studio, esami sostenuti
  12. qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica
  13. situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali
  14. assolvimento di specifici obblighi contributivi con l'indicazione dell'ammontare corrisposto
  15. possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell'archivio dell'anagrafe tributaria
  16. stato di disoccupazione
  17. qualità di pensionato e categoria di pensione
  18. qualità di studente
  19. qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili
  20. iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo
  21. tutte le situazioni relative all'adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio
  22. di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l'applicazione di misure di sicurezza e di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa
  23. di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali
  24. qualità di convivenza a carico
  25. tutti i dati a diretta conoscenza dell'interessato contenuti nei registri dello stato civile
  26. di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato
  27. di non essere l'ente destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni amministrative di cui al decreto legislativo 8.6.2001 n.° 231.

La richiesta di questi certificati da parte delle amministrazioni e dei servizi pubblici costituirà violazione dei doveri d'ufficio:
Al posto dei certificati, amministrazioni e servizi pubblici dovranno accettare le autocertificazioni o acquisire i dati direttamente, facendosi indicare dall'interessato gli elementi necessari (ad es. per il diploma di scuola secondaria il cittadino dovrà indicare l'istituto e l'anno in cui si è diplomato).

Attenzione:

  1. i certificati medici, veterinari, di origine, di conformità C.E.E., di marchi o brevetti non possono essere sostituiti dall'autocertificazione
  2. è sempre possibile per i cittadini chiedere il rilascio dei certificati; sono le amministrazioni che non possono pretenderli.

 

Chi deve accettare l'autocertificazione

  1. le amministrazioni pubbliche
  2. i servizi pubblici e cioè le aziende che hanno in concessione servizi come i trasporti, l'erogazione di energia, il servizio postale, le reti telefoniche ecc. Per esempio le aziende municipalizzate, l'Enel, le Poste (ad eccezione del servizio Bancoposta), la Rai, le Ferrovie dello Stato, la Telecom, le Autostrade, ecc.-

Attenzione: I Tribunali non sono tenuti ad accettare l'autocertificazione.

 

L'autocertificazione e i privati
L'autocertificazione è estesa ai privati (ad es. banche e assicurazioni) che decidono di accettarla. Per i privati, a differenza delle amministrazioni pubbliche, accettare l'autocertificazione non è un obbligo, ma una facoltà.


Come si fa l'autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di certificazione)
Per sostituire i certificati basta una semplice dichiarazione firmata dall'interessato, senza autentica della firma e bollo. Per agevolare i cittadini le amministrazioni devono mettere a disposizione i moduli.

I documenti di identità al posto al posto dei certificati
L'esibizione di un documento d'identità o di riconoscimento (ad esempio carta d'identità, passaporto, patente di guida, libretto di pensione etc.), a seconda dei dati che contiene, sostituisce i certificati di nascita, residenza, cittadinanza e stato civile.

Niente più autentiche su domande e dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà rivolte alle pubbliche amministrazioni
Per presentare le domande e le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà alle amministrazioni e ai servizi pubblici la firma non deve più essere autenticata. E' sufficiente firmarle davanti al dipendente addetto a riceverle oppure presentarle o inviarle allegando la fotocopia di un documento di identità.
Si ricorda che con le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà il cittadino può dichiarare tutte le condizioni, le qualità personali e i fatti a sua conoscenza che non sono già compresi nell'elenco dei certificati che le amministrazioni non possono più chiedere (ad esempio di essere erede, di essere proprietario o affittuario di un appartamento, il proprio stato di servizio, la conformità all'originale della copia di un documento, etc.).
L'autentica della firma rimane per le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà da presentare ai privati e per le domande che richiedono la riscossione di benefici economici (pensioni, contributi, etc.) da parte di altre persone.

Chi può fare le dichiarazioni sostitutive

  1. i cittadini italiani
  2. i cittadini dell'Unione Europea
  3. i cittadini dei paesi extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno possono utilizzare l'autocertificazione limitatamente ai dati che sono attestabili dalle pubbliche amministrazioni italiane

 

Domande e autocertificazione per fax e per via telematica
Tutte le domande e le dichiarazioni da presentare alla pubblica amministrazione o ai gestori di servizi pubblici possono essere inviate anche per fax, allegando la fotocopia di un documento di identità e per e-mail identificandosi con la carta d'identità elettronica.

Autentica di copia
Si potrà dichiarare che è conforme all'originale:

  1. la copia di un documento tenuto o rilasciato da una pubblica amministrazione
  2. la copia di una pubblicazione, di un titolo di studio e di servizio
  3. la copia di documenti fiscali che debbono essere conservati dai privati.

Non è più necessario, quindi, far autenticare le copie di questi documenti in Comune o presso l'amministrazione a cui devono essere consegnati, ma è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà firmata davanti al dipendente addetto oppure presentata o inviata con la fotocopia del documento d'identità . La dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà può essere apposta in calce alla copia stessa.

Impedimento per ragioni di salute
Quando una persona non è in grado di rendere una dichiarazione a causa di un temporaneo impedimento per ragioni di salute, un parente prossimo (il coniuge o in sua assenza i figli, o in mancanza, un altro parente fino al terzo grado) può fare una dichiarazione nel suo interesse. In questo caso la dichiarazione va resa, indicando l'esistenza di un impedimento temporaneo per ragioni di salute, davanti al pubblico ufficiale che accerta l'identità della persona che ha fatto la dichiarazione.

Le responsabilità di chi autocertifica
Il cittadino è responsabile di quello che dichiara con l'autocertificazione. Le amministrazioni hanno fiducia nel cittadino e al tempo stesso effettuano controlli sulla corrispondenza alla verità delle autocertificazioni. In caso di dichiarazione falsa il cittadino viene denunciato all'autorità giudiziaria e decade dagli eventuali benefici ottenuti con l'autocertificazione.