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Riunione tecnico-amministrativa in vista dell’apertura degli asili nido comunali a settembre

Assessore Di Biase “Il Comune sta predisponendo un protocollo sanitario-educativo qualitativamente elevato per permettere l’ingresso all’asilo nido dei più piccoli in condizioni di sicurezza”

 

Si è tenuta nella giornata di ieri una riunione tecnico-amministrativa, voluta dall’Assessore alla Pubblica Istruzione Carla Di Biase e dal Vicesindaco Giuseppe Giampietro, avente ad oggetto la pianificazione dei lavori riguardanti l’apertura degli asili nido comunali a settembre 2020.

I due esponenti dell’amministrazione Di Primio, affiancati dalla dirigente alla Pubblica Istruzione Paola De Rossi e dal funzionario Christina Cavallucci, riuniti in conferenza telematica con le sei educatrici dell’asilo nido “Il Riccio e la Volpe” di via Amiterno, dopo essersi confrontati con le famiglie dei bambini frequentanti la struttura educativa, hanno riscontrato da parte di tutti l’opportunità di riaprire il nido comunale dopo i mesi estivi e comunque in una fase successiva a quella attuale da emergenza Covid-19. 

Nel corso della riunione, l’Assessore Di Biase, sentiti i vertici della Società “Chieti Solidale” e il dirigente dell’Ufficio Lavori Pubblici del Comune, ha annunciato anche l’apertura degli asili nido di piazza Carafa e di Madonna del Freddo, il prossimo autunno, al fine di implementare il numero degli iscritti nelle strutture educative comunali. 

«In attesa delle linee guida regionali – spiegano l’Assessore Di Biase e il Vicesindaco Giampietro – il Comune di Chieti si candida a capofila di un progetto sperimentale partendo

proprio dall’asilo nido “Il Riccio e la Volpe”. Dal prossimo mese di settembre, infatti, i bambini in età neonatale di Chieti potranno ritornare in aula grazie ad un rigido protocollo sanitario-educativo scandito da tempi e spazi differenziati.

Grazie al reperimento di alcuni fondi regionali legati alla sperimentazione e alla formazione – evidenzia l’Assessore Di Biase – verrà introdotta la figura dell’assistente educativo che affiancherà le educatrici e sarà un punto di riferimento per gli stessi bambini in caso occorresse la sostituzione delle stesse. Inoltre, al fine di garantire un servizio dagli standard qualitativi elevati, si provvederà alla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro con l’applicazione del cosiddetto “protocollo sicurezza” i cui punti di forza riguarderanno: 1) l’introduzione di una serie di dispositivi a salvaguardia della salute dei più piccoli e delle stesse operatrici - termo scanner a distanza, igienizzazione dei luoghi di lavoro, soluzioni disinfettanti per le mani; 2) modifiche strutturali all’interno della struttura educativa con la realizzazione di un impianto di areazione e climatizzazione che permetterà gli interventi di nebulizzazione, la creazione di una recinzione degli spazi aperti al fine di prevedere la divisione delle aree esterne; 3) la formazione del personale della struttura al fine di rimodulare gli interventi educativi alla luce dell’emergenza Covid.

Gli stessi orari di permanenza all’interno dell’asilo nido subiranno, poi, delle modifiche – prosegue l’Assessore – con l’apertura della struttura solo nelle ore antimeridiane. I bambini, infatti, dopo il pranzo, non potranno rimanere a dormire o proseguire le attività nel pomeriggio per evitare il rischio di un elevato numero degli stessi nei locali. Ogni educatrice, inoltre, assisterà al massimo 4/5 bambini alternandosi con le colleghe nei vari locali suddivisi.

Il tutto, in sostanza – conclude l’Assessore – dovrà avvenire nel rispetto della più scrupolosa organizzazione per permettere l’ingresso al nido in condizioni di sicurezza: salute e prevenzione saranno i punti di forza di questo progetto sperimentale».

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