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Consiglio Comunale: accesso agli alloggi di edilizia pubblica

Impegno da parte della Giunta e del Sindaco a richiedere alla Regione la modifica della L.R. 96/96

 

Questa mattina è stato approvato in Consiglio Comunale, con 12 voti favorevoli, il punto all’O.d.G. presentato dal Capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Di Paolo, che impegna il Sindaco e la Giunta a richiedere alla Regione la modifica della L.R. 96/96 relativamente alla verifica delle attestazioni rilasciate dagli stranieri.

«A seguito dell’approvazione dell’O.d.G. odierno – ha detto l’Assessore alle Politiche della Casa, Maria Rita Salutecome sollecitato, con il Sindaco Di Primio mi impegnerò formalmente a richiedere agli organi preposti la modifica della Legge Regionale in questione, affinché i cittadini stranieri che intendano accedere all’edilizia residenziale pubblica attestino i propri requisiti mediante certificati rilasciati dalla competente autorità dello Stato estero ed autenticati dall'autorità consolare italiana che ne verifichino la conformità all'originale.

Al di là di facili strumentalizzazioni politiche che non mi appartengono – ha proseguito l’Assessore - ciò che chiederemo alla Regione è la parità di trattamento nei controlli riguardante l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica attraverso la revisione della norma».

 

 

«Respingendo ogni accusa di xenofobia accampata da qualche consigliere d’opposizione negli ultimi giorni, sentimento che non mi appartiene per storia e credo personale – ha aggiunto il Consigliere Di Paoloricordo solo che attualmente ai cittadini stranieri che intendono accedere all’edilizia residenziale pubblica, oggi è richiesta una residenza regolare, di almeno cinque anni consecutivi, nel territorio nazionale. Contemporaneamente, per effetto della recente riforma, al cittadino viene richiesta anche la documentazione concernente l’assenza di condanne passate in giudicato negli ultimi dieci anni dalla data di pubblicazione del bando, per reati di particolare gravità per i quali la legge prevede la pena detentiva non inferiore a cinque anni e, terzo requisito, il non essere titolare di proprietà, usufrutto, uso ed abitazione di alloggi ubicati sul territorio nazionale e in qualsiasi altra località. Se il primo requisito, ovvero la residenza nel territorio nazionale, è facilmente verificabile attraverso l’esame della documentazione attestante l’ingresso del cittadino straniero nel nostro Paese – evidenzia il Capogruppo – sul secondo e terzo punto - inesistenza di condanne penali e impossidenza - le amministrazioni che si trovano ad evadere l’istruttoria e a controllare la veridicità delle dichiarazioni dei cittadini stranieri risultano impossibilitate ad effettuare regolari controlli al di fuori del territorio italiano. È questa una situazione paradossale. A parità di requisiti presentati, infatti, il cittadino italiano che rispetta la legge potrebbe vedersi “surclassato” in un suo diritto dal furbetto straniero di turno che magari nel suo paese di origine ha a suo carico un casellario giudiziale con carichi pendenti o abitazioni di proprietà per le quali risulta impossibile effettuare controlli sulla scorta delle autocertificazioni prodotte. Le istanze fornite dal cittadino italiano sono oggetto attento di verifica, perché non dovrebbe essere lo stesso per i cittadini stranieri? Perché le amministrazioni pubbliche dovrebbero avvantaggiare cittadini i cui requisiti non sono accertabili?

Al fine di scongiurare l’assegnazione di un alloggio popolare a chi non ne ha diritto – conclude il Capogruppo– al fine di rispettare la legge, vista l’impossibilità di effettuare regolari controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rese dagli stranieri, mi sono fatto promotore di un O.d.G. che impegna Sindaco e Giunta a richiedere formalmente alla Regione Abruzzo la modifica della Legge Regionale riguardante l’accesso all’edilizia residenziale pubblica. Gli stranieri che intendono accedere alle abitazioni pubbliche, al pari degli italiani, devono attestare i propri requisiti mediante certificati rilasciati dalla competente autorità dello Stato estero ed autenticati dall'autorità consolare italiana: basta autocertificazioni, fermiamo situazioni di irregolarità».

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