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Un Consiglio Straordinario sui rapporti tra l’Ateneo “d’Annunzio” e la città di Chieti

“Il Consiglio Comunale, a maggioranza, bocciando la richiesta di inserire nella trattazione odierna un punto all’ordine del giorno riguardante la nuova denominazione dell’Università “d’Annunzio”, ha ritenuto di dover rimandare ad un Consiglio straordinario il dibattito per discutere di aspetti più globali relativi ai rapporti e alle sinergie, già in atto, tra l’Ateneo e la città di Chieti”.  E’ quanto commenta il Presidente del Consiglio Comunale, Liberato Aceto a proposito della richiesta, da parte dell’opposizione, di inserire nell’odierna seduta di Consiglio Comunale, la trattazione un Odg riguardante la nuova denominazione dell’Università “G. d’Annunzio Chieti-Pescara” in “Università degli Studi dell’Adriatico G. d’Annunzio Chieti-Pescara”.

 

«Ritengo che, prima di alzare barricate – aggiunge il Presidente Aceto sia fondamentale dibattere sui progetti e sulle reali programmazioni didattiche che possono determinare la crescita e l’espansione dell’Ateneo e, quindi, anche della città di Chieti.

L’aggiunta dell’aggettivazione “Adriatico”, così come proposto dal Rettore, intende dare all’Ateneo un respiro più ampio e ciò avverrà se, come sembra, si continuerà a lavorare su un’offerta di alta qualità, mai tralasciando il radicamento che l’università ha su Chieti.  Per tali ragioni il Consiglio Comunale ha votato contro la proposta presentata dal Consigliere Marzoli. Ricordo, inoltre, che è in itinere la richiesta di un Consiglio straordinario urgente su aspetti più globali riguardanti il rafforzamento della sinergia tra la città di Chieti e l’Ateneo. Sarà quello il momento più appropriato per discutere diffusamente delle iniziative già poste in essere dalla dirigenza dell’università che, nei confronti della nostra città, sta dimostrando concretamente grande attenzione. 

Invito, pertanto, il Consigliere Marzoli, pur riconoscendogli una condivisa attenzione nei confronti della città, a camminare insieme per cercare soluzioni che portino alla crescita dell’università e, quindi, anche di Chieti»   

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