Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.

A Chieti studenti ed alte cariche istituzionali a confronto per parlare della violenza contro le donne

Ospite del Soroptimist Club International, all’Università d’Annunzio, Lucia Annibali

 

Una giornata per i giovani e con i giovani per parlare di violenza contro le donne. Questa mattina, nell’auditorium del Rettorato di Chieti, gli studenti del Liceo Classico “G.B.Vico” e dell’Istituto Commerciale “Galiani-De Sterlich” hanno potuto confrontarsi con le più alte cariche istituzionali – presenti il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, e il Sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli - su un fenomeno sociale sempre più in aumento.

La conoscenza non lascia lividi” è questo il titolo dell’importante iniziativa voluta a Chieti dal Club Soroptimist International, presieduto nel capoluogo teatino dalla dott.ssa e consigliera comunale Stefania Donatelli, e dall’Università d’Annunzio, con una testimonial d’eccezione come Lucia Annibali.

 

«È proprio dalle scuole che bisogna partire per divulgare messaggi importanti contro quanto sta accadendo in Italia – ha commentato il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio -. I nostri ragazzi sono ricettivi, vengano dotati, dunque, di strumenti utili a cambiare tali modelli barbari anche e soprattutto perché alla violenza non si risponde solo con il codice penale.

Iniziamo a dare un ruolo alle famiglie – ha evidenziato il Sindaco -, iniziamo a far comprendere che i primi segnali di violenza avvengono proprio nella stretta cerchia familiare, iniziamo a parlare con nuovi linguaggi degli effetti devastanti provocati da tali drammi, iniziamo ad abbattere vecchi stereotipi, retaggio di una cultura patriarcale ancora troppo viva nelle nuove generazioni e ancora troppo forte per considerare la donna oggetto di dominio e controllo da parte di un uomo attraverso violenze psicologiche, fisiche, economiche e sessuali. Iniziamo ad intendere il femminicidio non semplicemente come un omicidio di una donna ma quanto di più efferato possa essere commesso all’interno dell’ambito familiare da padri, mariti, fidanzati».


Cannot Connect to Youtube Server