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Vertenza tassisti Aeroporto d’Abruzzo - Sindaco Di Primio “Il Presidente D’Alfonso si adoperi per tutti gli operatori del servizio altrimenti percorreremo altre strade per la loro tutela”

Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, a seguito dell’incontro svoltosi ieri pressol’Aeroporto Internazionale d’Abruzzo, nel corso del quale il Presidente della Regione, unitamente ai vertici E.N.A.C., ha illustrato le future iniziative da intraprendere per il rilancio dello scalo aereo, si è nuovamente rivolto al Presidente D’Alfonso sollecitando anche tramite missiva ad adoperarsi affinché, presso l’aeroporto, sia consentito l’accesso a tutti quegli operatori del servizio taxi che ne abbiano diritto “prima di percorrere altre strade per la tutela degli operatori della Città di Chieti”.

 

«Il rilancio della nostra Regione – spiega il Sindaco Di Primio - passa inevitabilmente attraverso un deciso miglioramento della mobilità, delle infrastrutture ad essa dedicata e, non da ultimo, attraverso un coordinamento dei diversi servizi forniti agli utenti. Tra questi vi è, indubbiamente, l’utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto, risorsa fondamentale per i collegamenti sul territorio. Su questo tema ed in particolare sul servizio taxi, come ho avuto più volte modo di ribadire al Presidente D’Alfonso, sin dal mio primo mandato nel 2010 ho cercato di affrontare e risolvere, insieme alle istituzioni competenti, l’annosa questione relativa all’accesso dei tassisti teatini presso l’Aeroporto d’Abruzzo.

Ancora oggi, nonostante le numerose missive e gli incontri presso la Presidenza della Giunta regionale, il problema è lì, inspiegabilmente irrisolto.

Una Regione che aspiri a diventare tutto quanto ci viene quotidianamente raffigurato – evidenzia il Sindaco - non può far inutilmente trascorre un decennio per l’affermazione di un principio sancito per legge. Per questo, ho chiesto al Presidente D’Alfonso, ancora una volta, di adoperarsi affinché, presso l’aeroporto, sia consentito l’accesso a tutti quegli operatori del servizio taxi che ne abbiano diritto. Diversamente, mi vedrò costretto a percorre altre strade per la tutela degli operatori della mia Città».