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INTITOLATA AI “MARTIRI DELLE FOIBE” L’AREA VERDE DI VIA AMITERNO

Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio,questa mattina, nel corso di una sentita e partecipata cerimonia ha intitolato l’area verde di via Amiterno intersezione con via Sulmona, ai  “Martiri delle Foibe”. L’iniziativa faseguito all’approvazione dell’Ordine del Giorno in Consiglio Comunale del Capogruppo di Fratelli d’Italia, consigliere Marco Di Paolo.

Alla commemorazione hanno preso parte il Presidente del Consiglio Comunale, Liberato Aceto, il Vicesindaco Giuseppe Giampietro, i Consiglieri Comunali, il Prefetto di Chieti, Antonio Corona, il Questore di Chieti, Raffaele Palumbo, la Comandante della Polizia Stradale di Chieti, Agnese Pane, la Comandante del Nor Carabinieri Chieti, Maria Di Lena, il Comandante dei Vigili del Fuoco di Chieti, Antonio Albanese, la Comandante della Polizia Municipale di Chieti, Donatella Di Giovanni, un nutrito gruppo di rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Alpini, dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, dell’Associazione “Amici di Bocca del Serchio” che riunisce ex ufficiali e sottoufficiali della Marina Militare Italiana, gli alunni delle classi quinte della scuola primaria “via Amiterno” e quelli delle classi prime della scuola secondaria di 1° “V. Antonelli” del Comprensivo 3 diretto dalla prof.ssa Maria Assunta Michelangeli, rappresentanti del “Comitato 10 Febbraio” con il presidente Marco di Michele Marisi, l’esule istriana Magda Rover e il presidente della sezione di Pescara dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) Mario Diracca, esule fiumano.

La cerimonia di intitolazione del Largo, che si sarebbe dovuta svolgere lo scorso 10 febbraio in occasione del “Giorno del Ricordo”, solennità civile istituita con legge 30 marzo 2004 n. 92, era stata annullata a causa del maltempo, ma lo scorso 16 febbraio la targa apposta al centro dell’area verde era stata oggetto di un atto vandalico. Ignoti, infatti, avevano imbrattato con della vernice nera la sua superficie lasciando la scritta “antifa”.

Dopo l’apposizione della corona d’alloro da parte di due studenti, la cerimonia è proseguita con l’esecuzione del “Silenzio”, l’intervento del presidente di Michele del “Comitato 10 Febbraio”, le commosse testimonianze della signora Rover e del sig. Diracca - quando appena bambini hanno scampato la morte per infoibamento ma hanno dovuto affrontare l’esilio dalle terre d’origine -, e si è conclusa con il contributo di un rappresentante dell’Associazione Nazionale Carabinieri e il commento del Sindaco Di Primio che ha ricordato come “per anni il nostro Paese non solo ha dimenticato quei tragici accadimenti, ma è stato capace anche di infoibare il Ricordo legato a quegli uomini e a quei bambini e solo una Legge istituita 13 anni fa ha cercato di conferire una dignità ad un dramma tutto italiano”.

«Che ci sia ancora bisogno di testimoniare tale barbarie – ha continuato il Sindaco - è indispensabile al fine di eliminare qualsiasi focolare di odio e ignoranza, non ultimo quello avvenuto una settimana fa a Chieti».