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Sindaco Di Primio - Comunicato - Lotta alla Contraffazione per promuovere l'economia, presentati a Roma i risultati del programma nazionale ANCI - MISE


Sindaco Di Primio, Vicepresidente Nazionale ANCI “Nella lotta alla contraffazione occorre un quadro normativo uniforme e la Polizia Locale deve essere coinvolta a pieno titolo per la tutela della legalità”

«Occorre un piano nazionale di lotta alla contraffazione che coinvolga tutti i soggetti che operano sul territorio ed un quadro normativo uniforme e coordinato di tutte le norme penali esistenti, che dia certezza sia della fase repressiva che delle conseguenze del reato di contraffazione». Lo ha dichiarato ieri il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, Vicepresidente Nazionale ANCI, chiudendo i lavori del Convegno “Lotta alla contraffazione per promuovere l’economia”, evento di presentazione del Programma Nazionale di Azioni Territoriali Anticontraffazione, realizzato da Anci con il Ministero dello Sviluppo Economico.

 «La lotta alla contraffazione può rafforzarsi trasformando da estemporaneo in sistemico il contributo che gli Enti Locali hanno fornito in questi anni nell’attuazione del piano nazionale voluto dal Mise – ha proseguito il Sindaco -. Una linea che passa attraverso la discussione ed il confronto con il Governo ed il Parlamento sui contenuti del Decreto Legge Sicurezza.L’aspirazione è che la Polizia Locale entri a pieno titolo nel gruppo delle Forze dell’Ordine deputate ad operare a tutela della legalità, e questo, in particolare, con la modifica dell’art. 54 del Tuel che consente ai sindaci di avere competenze chiare e coerenti ai compiti loro assegnati.

C’è necessità che si sviluppino serie politiche di restrizione verso i Paesi che alimentano il circuito del falso – ha evidenziato il Sindaco-. L’Italia ogni anno subisce un danno pari al 15% dai prodotti contraffatti, siamo secondi solo agli Stati Uniti a livello mondiale. Ma il danno non è soltanto economico, a pagare il prezzo più caro è il nostro sistema Paese che si vede sottratte intere fette di ricchezza. Andrebbe promosso infatti un progetto di informazione dal titolo emblematico ‘Io compro pulito’. Dobbiamo alzare la nostra soglia di tolleranza nei confronti anche delle centrali di produzione dei prodotti contraffattati, ne va della qualità della vita delle nostre comunità e del decoro delle nostre città. E questo aspetto deve vederci assolutamente coinvolti da protagonisti come sindaci»

Risultati del Programma Nazionale al quale ha aderito anche il Comune di Chieti - L’attivazione sul territorio nazionale della prima Rete di 26 Comuni impegnati nella lotta alla contraffazione all’interno del programma nazionale “Azioni Territoriali Anticontraffazione”, avviata il 29 giugno 2012 e promosso dalla Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico in convenzione con l’Anci, ha raggiunto tre obiettivi fondamentali: l’informazione e la partecipazione della cittadinanza, la costruzione di reti di cooperazione tra tutti i soggetti - istituzionali e non- coinvolti nel contrasto alla contraffazione, il rafforzamento e l’innovazione delle attività di contrasto condotte dai corpi di Polizia Locale.

Per quanto riguarda le attività di formazione e diffusione di una cultura della legalità, grazie al programma sono stati prodotti un totale di 564.600 supporti informativi tra volantini, manifesti e brochure. Particolare attenzione è stata rivolta ai giovani, con un’attività che ha consentito di interagire con quasi 10.000 studenti delle scuole dei Comuni interessati dal Programma attraverso 87 incontri. I Comuni hanno realizzato ulteriori 44 incontri con la cittadinanza e l’associazionismo per favorire la partecipazione nel contrasto alla contraffazione. In tutto, il Programma ha consentito l'attivazione di 34 info-point nei Comuni italiani.

Sul terreno della messa a rete dei diversi attori impegnati sul territorio nel contrasto alla contraffazione, il Programma ha favorito l’attivazione in tutti i Comuni di tavoli di confronto permanenti o temporanei per il contrasto della contraffazione. Questo ha incrementato il capitale sociale delle istituzioni locali, generando nuovi rapporti fiduciari, favorendo lo scambio di buone pratiche e di informazioni tra gli attori coinvolti. In tutto sono 186 i soggetti associativi che hanno contribuito all’attuazione del Programma Nazionale.

 

Infine, in tutti i Comuni sono state intensificate le attività di contrasto e indagine in relazione al fenomeno della contraffazione. Sono principalmente due i fattori capaci di determinare impatti positivi duraturi sul territorio. Il primo è la dotazione ai corpi di Polizia Municipale di nuove strumentazioni tecniche quali telecamere, automobili, computer, software. Il secondo è l’attività di formazione: a livello nazionale sono stati realizzati incontri che hanno coinvolto 695 operatori dei Comuni e dei corpi di Polizia Municipale.

 

L’indagine annuale condotta da Anci sulle attività di Polizia Locale mostra come i Comuni coinvolti nel Programma abbiano incrementato le attività in questo ambito, con particolare riferimento alle azioni investigative. Il numero di denunce effettuate nei Comuni interessati dal programma ha visto tra il 2012 e il 2013 un incremento del 131%. Il numero di denunce effettuate nei Comuni coinvolti nel programma nel 2012 corrispondeva al 30% del totale delle denunce effettuate a livello nazionale dalle Polizie locali, dato che nel 2013 corrisponde al 54% del totale, per assestarsi al 52% del totale nel 2014.

Peraltro agli ultimi dati Anci sulle attività delle Polizie locali nei capoluoghi di provincia emerge come l'attività della Polizia Locale sia fondamentale: nel 2014 sono stati 17.720 i sequestri per un totale di oltre un milione di articoli sequestrati e  2.067 denunce.

>> Visualizza il Programma Anticontraffazione

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